A cura di Gianluca Marziani
.
Il progetto di Latifa Echakhch dal titolo “A chaque stencil une revolution (for each stencil a revolution)” è un sorprendente lavoro murale del 2007 che ha visto, tra le varie tappe espositive, un passaggio alla Tate Modern di Londra. L’artista marocchina, attraverso una notevole varietà di mezzi espressivi, esplora i concetti di appartenenza e sradicamento, lavorando sulle tensioni etiche dell’identità, sia individuale che collettiva. Le sue opere sono realizzate a partire da oggetti comuni, presentati come tali o dopo semplici modifiche: aste per bandiere esposte senza bandiere, tappeti per preghiera il cui interno è stato ritagliato e di cui resta solo il bordo, cartine geografiche accartocciate come fossero piccoli emisferi, microfoni senza il meccanismo di amplificazione. Un’essenzialità “poverista” che alimenta la potenza silenziosa delle sue metafore minimali, continuamente intrecciate alla memoria, ai temi politici più scottanti, al dramma degli estremismi religiosi, delle migrazioni e della violenza in espansione. “A chaque stencil une revolution (for each stencil a revolution)” è composto da fogli di carta carbone irrorati di alcol, così da perdereil loro potere moltiplicatore, vanificandone la finalità, disperdendo la potenza della parola che diventa colatura di colore, pigmentazione indefinita, incerta, incontrollabile.

