A cura di Gianluca Marziani e Davide Sarchioni
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Thomas Lange (Berlino, 1957) è un artista tedesco appartenente alla generazione dei “Giovani Selvaggi”, emersa tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta dalla scena underground di Berlino Ovest, ancora la “città del muro”, rivendicando una pittura di esasperazioni gestuali e immediatezza cromatica, spinta ai limiti di un'esecuzione veloce e trasandata, come reazione alle sollecitazioni del clima storico, politico e culturale dell’epoca. Dal 1990 Lange stabilisce il suo atelier in Umbria e s’interessa ai repertori iconografici della storia artistica, inesauribile fonte d'ispirazione per la sua pittura esplosiva, seguendo un complesso percorso evolutivo che riflette sul significato delle immagini e sull'atto del dipingere in relazione al tempo. Nel suo lavoro si misura con passato, presente e futuro per elaborare nuove ipotesi su origine e destinazione dell'Uomo, così da ricongiungersi al presente e alla sua traduzione in immagini.
Di recente Lange si è dedicato all'analisi del simbolo della croce, al suo peso culturale e alle sue valenze formali. E’ nato così il progetto GOLGOTA, ispirato alle narrazioni dei Vangeli e all'iconografia della Crocifissione di Gesù sul monte omonimo. Il tema della croce è stato affrontato attraverso quadri, sculture e oggetti, come emblema della sofferenza umana, della tortura, del martirio, ma anche della speranza per una vittoria della vita sulla morte, che allude alla salvezza e redenzione. In ogni lavoro Lange analizza tali significati attualizzandoli al proprio vissuto, alla cronaca sociale e alla cultura odierna, agendo per stratificazioni di memorie, così da riportare in luce quel messaggio universale che dal passato giunge al presente. “Golgota” è stato concepito come progetto itinerante grazie alla collaborazione con il Museum am Dom di Würzburg, così da creare un dialogo serrato fra le opere all'interno di spazi speciali. La prima tappa è stata presentata nel 2012 al Museo Diocesano di Brescia cui è seguita quella presso il Museo della Città-Palazzo Vescovile di Acquapendente e nel 2013 presso il Museum.Burg.Miltenberg e il Museum am Dom di Würzburg all'interno della mostra “Schnittpunkt”, dove era esposta la pala d'altare che costituisce il cardine del progetto.
Per Palazzo Collicola Arti Visive l'artista ha realizzato una grande installazione in dialogo con l'opera di Sten&Lex, rifacendosi a un'estetica del caos contemporaneo e della frammentarietà, in una commistione di linguaggi e sollecitazioni dove gruppi di opere, fra croci e sculture in ceramica e terracotta dipinta, sono state disposte coerentemente al fluire dei percorsi, producendo relazioni e traslazioni di significato. Il risultato è un'immagine di drammatica suggestione scenografica, nella continua dialettica tra cruda verità e attraente bellezza. Ad essa si collega il dittico “Ultima Spiaggia”, rappresentazione in chiave attuale degli episodi biblici “La Cacciata dal Paradiso” e “La tentazione”, qui ispirati a fotografie di una spiaggia per nudisti; e poi l'imponente infilata di 12 dipinti inediti denominati “Apostoli”, disposti in successione orizzontale nella Galleria.
L'intervento nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo dialoga con gli affreschi datati tra il XII e il XVI secolo. Si tratta di una pala d'altare concepita come trittico, composta da tre lavori inediti della serie “Hommage a Rainer” e collocati nella zona absidale dalla quale discendono, come fiumi in piena, lunghe sindoni dipinte che ricreano un suggestivo caos cromatico.
Presso la Casa Romana l'artista ha disposto diverse sculture in ceramica denominate “Bagnanti”: un riferimento all'arte classica ma ricolorate e abbigliate con stravaganti elementi come ombrelli, parrucche e tubi di scarico. Ad esse rispondono “Il letto di Euridice” e croci di ogni genere e dimensione che, spuntando in una sorta di allucinazione spaziale, mettono a confronto la cultura pagana con la simbologia cristiana.
È come se Lange, sperimentando diverse soluzioni installative, volesse rintracciare nella messa in scena del Golgota, fra feticci e velleità, la verità del vivere umano, quel senso profondo dell'esistenza, fra sofferenza e redenzione.
La mostra è accompagnata da un ampio catalogo, “Golgota”, a cura di Davide Sarchioni e edito da Jürgen Lenssen, Museum am Dom, Würzburg. Il volume ripercorre le tappe del progetto, con testi (tedesco/italiano) di Andrea B. Del Guercio, Francesca Fiorentini, Thomas Lange, Jürgen Lenssen, Gianluca Marziani, Hermann Neubert, Davide Sarchioni.



