A cura di Gianluca Marziani e Paolo Galli
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Affiliati Peducci/Savini si cimentano con un materiale nobile come il marmo, vissuto ed elaborato secondo forti spinte sperimentali. Entrambi diplomati all’Accademia delle Belle Arti di Carrara, dove è nato il sodalizio artistico, fin da subito sottolineano una straordinaria dimestichezza con il materiale e un’ironica affezione con le forme della tradizione scultorea. Busti classici, figure sacre o puramente ornamentali, ritratti. Questa iconografia, dai grandi capolavori agli oggetti più corrivi, viene rimaneggiata con acume per diventare una galleria di sorprendenti improvvisazioni su temi noti: l’Ercole Farnese in polistirolo, una coppia di putti da giardino che sembrano di legno combusto, fino a più ardite distorsioni che nascono dal manipolare le gomme con cui si fanno i calchi.
Di recente hanno realizzato alcuni ritratti che combinano e integrano parti di sculture diverse. Il loro è un lavoro con molti riscontri nello scenario internazionale, dove si assiste non solo al fenomeno dell’uso “inappropriato” di materiali e forme, ma anche all’ibridazione e a un certo compiacimento nel grottesco. Tuttavia il duo dimostra, nei confronti dell’iconografia classica, una familiarità che impedisce ogni stucchevole degenerazione, suggerendo una libera ma rispettosa convivenza.
Dice Gianluca Marziani: “Affiliati Peducci/Savini ribadiscono la natura ‘mitica’ della scultura come linguaggio primordiale. Il corpo è per loro una geografia di apparizioni e sconfinamenti, tra simbolismi metamorfici e ibridazioni organiche. Un viaggio di rinascita attraverso l’anima letteraria e il corpo allegorico della materia. Un tragitto verso la visione che (tras)forma il pensiero”.
Il duo Affiliati Peducci/Savini è composto da Matteo Peducci (Castiglione del Lago, 1980) e da Mattia Savini, (Siena, 1982). Dopo una lunga esperienza a Carrara si sono di recente trasferiti in Umbria.

