Un muro. Una stampa fotografica. Due moto. Un'installazione etica.
Dinamismi bloccati. Direzioni diverse. Molteplici letture. Aperture oltre l'estetica.
Il muro fotografico diventa l'obiettivo prospettico e direzionale. Un punto di fuga o ritorno. Uno spazio chiuso che viene scalfito dal processo metabolico del presente, da una merce che sta perdendo la sua aura per infrangersi su mattoni elastici ma resistenti. Le tre moto seguono due diverse direzioni, per infrangersi sul muro ma anche per attraversarlo, per moltiplicare le finalità di ogni tragitto, per modificare i particolari del tragitto stesso. Compressione metaforica del limite imposto e delle velocità con cui rompere il muro del suono (morale), l'installazione è una disciplinata partitura sul presente, una cucitura tra sostanza reale e concetto filosofico. Quei mattoni, pensandoci bene, possono diventare l'inizio di una nuova costruzione, la prima parete per una rinnovata messa a fuoco sui valori fondanti dell'umanità. A noi la risposta davanti al muro della velocità bloccata, a noi la scelta sulla direzione da prendere. Qui urge davvero dirlo: buon viaggio...
Luca David: "I miei muri hanno un senso profondo, non dissimile dalle altre fotografie fatte in passato. L'essere umano è di natura debole, protetto da un muro che lo illude di essere invincibile e lo nasconde da chi si vorrebbe avvicinare per aiutarlo. Rappresenta i mostri interiori che tutti noi abbiamo, chi ci viene incontro può solo bussare per farci capire che c'è, ma sta a noi fare il primo passo e abbatterlo, mattone dopo mattone. Da questa mia visione ho trovato il finale ideale, un vero e proprio mattone, il mattone che io stesso ho tolto dal mio muro per far avvicinare altre persone, mettendomi a nudo e riconoscendo la mia debolezza."
Foto di Luca David, dipinto di Gigi Pennacchietti, ready-made di Andrea Barchiesi. Muro b/n sepolcrale + calamita cosmica di 34 cm che manda la sua aura immortale al busto ready-made in stile 800 che a sua volta ricorda la litografia Giovanotto di Gino.

Enstasi, ovvero, concentrazione nella pienezza di Dio. Altalena con nodi scorsoi. L'infanzia come regno della violenza. Lama d'acciaio dell'adolescenza difficile. Suoni dei corpi da una cassa di risonanza come richiesta di aiuto.
