L’idea su cui meditare è: "Noi siamo un pozzo d’acqua fresca, ma a volte siamo facilmente un pozzetto di liquami”. A proposito del luogo: il pozzo, come costruzione evoca la terra, e dunque è uguale al corpo (questo interpreta il Genius Loci), l’acqua è uguale alla volontà, vedi i miracoli ottenuti pregando la Madonna del Pozzo (anche se in prima istanza l’acqua può rappresentare l’io, l'ego, l’impulso reattivo istintivo). Questo è il mio impianto installativo: una scala trovata (ready-made come tutti gli oggetti presenti nell’installazione), paradigma della salita e della discesa ovvero il “Solve et Coaugula” alchemico, processo vitale funzionale alla evoluzione della coscienza, poi una caraffa di vetro trasparente con acqua, legata insieme ad un bicchiere anch’esso di vetro trasparente e con acqua (la trasparenza rimanda ad un’operazione veritiera perché visibile), mentre la Caraffa è la Ma-Donna la propria parte sensibile, l’anima, la memoria, il bicchiere è suo figlio e al tempo stesso la sua evoluzione coscienziale, l’acqua del bicchiere è messa in ebollizione (con il fuoco, simbolo della passione) e immersa vi è una bustina di The, ecco la metonimia eccellente (cioè il miracolo) che rimanda al titolo dell’opera “Te”; ricapitolando l’io ovvero il “Tu” (come tuo) diventa, attraverso il vapore (simbolo dell’aria e del cielo, della spiritualità), con una evidente purificazione e sublimazione, un io superiore cioè avviene un passaggio di piano: dal “Tu” soggettivo si acquisisce un “Te” oggettivo che agisce nel sociale fino all’universale.