Una ricerca sul contenuto dinamico dell'istante formale, sulla complessità coerente della percezione lampante, sulla struttura filtrante del feedback in linguaggi differenti. Un processo sintetico del movimento tramite una raccolta aleatoria di istanti. E' un groviglio di impressioni retiniche, continua caduta, impossibilità pericolante o eccesso pericoloso della stasi. Continuamente mediato e tradotto ed inevitabilmente esplicito il corpo apre nella danza i paradossi sul senso dell'effimero.
Si tratta di una performance modulare durante la quale gli artisti rielaborano e deteriorano di volta in volta le informazioni. Durante il movimento del performer il writer acquisisce dei frame della danza tramite una specifica modalità e regolamentazione del guardare e il contenuto dinamico viene “taggato”, “scritto” con estrema velocità sulla superficie scenica. La danza è costruita e decostruita secondo norme di continua precarietà, che trovano un senso esclusivamente cinetico, irrimediabilmente dinamico e di notevole intensità. In questa caduta inarrestabile il performer si alimenta dei cinémi via via scritti nello spazio generando un circuito di feedback in cui gli istanti di movimento sono selezionati in maniera aleatoria e a loro volta recuperati creando una sintesi non gerarchica in cui i dati vanno via via deformandosi e mutando. Il musicista interagisce accumulando matasse sonore in relazione al graduale densificarsi del segno grafico. Il suono viene spostato nello spazio tramite amplificatori distribuiti alle spalle del pubblico, informando gli spostamenti del performer nelle zone della tela scenica.