Nero, rigorosamente piatto e dilaniante, caverna cromatica che veste le forme quotidiane con la musica estetica della solitudine. Dietro il colore esplosivo, carattere più evidente dell’autrice, si nasconde la piovra oscura del turbamento, il nero pece che apre la profondità del dolore ma anche la geografia meditativa, la quinta spirituale e il continuo spettacolo della vita vera. La galassia notturna pulsa lungo l’abito nero che dilaga verso piccoli e grandi feticci del quotidiano. Lo stato d’animo riveste le forme reali, si dispone sulle cose per mostrarcele in maniera interiorizzata. Vediamo oggetti sotto la pelle nera, li riconosciamo ma ci spiazzano e turbano. L’inorganico si trasforma in un magnetico propulsore emotivo, capace di ribaltare la leggerezza in un interrogativo etico e sentimentale.